L’ARCHITETTURA A PESARO

Dall’eclettismo di Mario Urbani al razionalismo di Celio Francioni

13 dicembre 2012 – 27 gennaio 2013

a cura di Roberta Martufi

La mostra è dedicata a due personalità di grande spessore umano e professionale: gli architetti Mario Urbani e Celio Francioni.

Continua il percorso di Fondazione Pescheria sulla valorizzazione del territorio, attraverso le mostre sulle collezioni private pesaresi (Giuliani, Bertozzini, Montesi) e i fotografi chiamati ad interpretare la città come Annalisa Sonzogni, Irene Kung e Lorenzo di Loreto.

La mostra rappresenta un progetto articolato che intende rispecchiare il più possibile la qualità che ha caratterizzato l’attività professionale del Professor Urbani e dell’Architetto Francioni.

Il progetto è stato sviluppato con la partecipazione di più soggetti, figure fondamentali che insieme alla curatrice, l’architetto Roberta Martufi, hanno lavorato per presentare al meglio le opere e l’operato degli architetti, tra questi gli allievi ed i professori del Liceo Artistico F. Mengaroni, la professoressa Grazia Calegari, l’architetto Giorgio Roberti, l’ingegnere Gastone Primari, l’architetto Gianni Lamedica, le fotografie sono state realizzate dall.’Arch. Marzia Di Fazio e da Marcello Sparaventi. I progetti scelti permettono di attraversare tutti gli ambiti storici e tematici dell’attività professionale: dal dopoguerra ad oggi, dall’housing sociale agli istituti bancari. L’architetto Francioni non si è quasi mai occupato di piani urbanistici in senso stretto ma forse, più di quanto non abbiano fatto tanti urbanisti, ha lasciato un segno indelebile nel tessuto della città: il rapporto fra progetto e contesto urbano era fondamentale per la buona riuscita del suo lavoro. Infine una sezione della mostra è stata dedicata alla collaborazione con la rivista “Costruire”, su cui sono stati pubblicati diversi lavori dell’architetto.

Il secondo protagonista di questa mostra è Mario Urbani (Roma 1885 – Pesaro 1961): l’idea di realizzare una mostra sull’architetto Mario Urbani, nasce dalla volontà di far conoscere uno dei personaggi più interessanti ed eclettici che la città di Pesaro ha ospitato nella prima metà del XX secolo. Grazie alla disponibilità della Famiglia Urbani, che conserva tutto il materiale dell’architetto, è stato possibile ricostruire utilizzando arredi, quadri e oggetti privati, lo spazio in cui Mario Urbani viveva e progettava.