IL SENSO E LA MISURA

Divagazioni sul concetto di limite nell’arte contemporanea

11 maggio  –  27 maggio 2001

a cura di Roberta Ridolfi

..L’arte è oggi la favola bella, l’illusione che tutto possa avere un seguito, la negazione assoluta della sterilità emotiva, insomma il portale incantato in grado di mettere in comunicazione se stessi con gli altri. E poi, nonostante la fantascienza, gli animali clonati, i fegati di bestie trapiantati negli uomini, gli arti di qualche defunto impiantati in viventi infelici, ancora, ha un senso comunicare e lo si fa con i mezzi fisici di mille anni fa: bocca, mani, occhi, cuore. Ecco perché questa mostra in fondo può vantare un’anima antica, ecco il senso che vince il tempo? E dunque anche la misura.
…Frammenti di vita vissuta che indagano possibilità di vita futura. Solo così si giustifica il “senso” di una mostra allestita in un ex Mercato del pesce, un luogo di incontro di gente semplice, porzioni di storie, preoccupazioni e vite transitorie che pure hanno lasciato segni. Un luogo difficile da rendere alla contemporaneità, un luogo importante da rendere alla vita della città. Così ancora una volta quel grande spazio, arginato da un lato da una lunga parete bianca e dall’altro da solide colonne di mattoni, ha accolto nell’antro della propria naturale irregolarità, i nove lavori di altrettanti artisti, un po’ figli di questa regione e un po’ di altre? Ma questo conta ben poco, soprattutto se si pensa alla vanificazione di concetti desueti capaci ancora di indicare distinzioni tra centri e periferie, tra metropoli e paesi.