GIOVANNI OZZOLA

Naufragio

19 marzo – 8 maggio 2011

a cura di Ludovico Pratesi

“Naufragare è fermarsi involontariamente verso il luogo prestabilito, una vera e propria rinascita, un momento estremo” dice l’artista, che ha elaborato per lo spazio della Pescheria un progetto espositivo ispirato all’idea del naufragio in un territorio indefinito come il mare e al concetto del trascorrere del tempo. La mostra prende avvio da un’opera che suggerisce una riflessione sul passato, il relitto di una vecchia barca di pescatori illuminata dall’interno dalla scritta al neon Tomorrow and yesterday, che proietta le ombre delle assi divelte dello scafo sulle pareti dell’ex Chiesa del Suffragio. Al centro dello spazio è allestito un trittico di immagini fotografiche di grandi dimensioni che rappresentano la superficie dell’acqua animata dal riverbero di alcune gocce di pioggia. Immagini che riportano la memoria ad un tempo sospeso e indefinito, colto dall’artista in una dimensione assoluta e quasi metafisica. Nella saletta retrostante è proiettato il video Garage, sometimes you can see much more, una serranda che si alza e si abbassa sul mare, in omaggio al dipinto Room by the sea di Edward Hopper. “Le aperture rappresentano un futuro a cui tendere, delle soglie dove è possibile sentire un positivo ignoto. – spiega l’artista – Il rumore del movimento meccanico della serranda va a stridere con l’apertura dell’orizzonte sul mare, divenendo così diaframma tra due dimensioni”.

Foto di Michele Alberto Sereni